
La nobiltà della birra, la bevanda di fermentazione più antica sulla terra, nata con l’uomo dalla civiltà del cereale, e il suo senso di giovialità semplice e genuino, vanno rispettati. Menaresta nasce dal rispetto della più antica tradizione birraia.
È birra cruda, integrale, di alta fermentazione (ale), prodotta con metodo tradizionale e rifermentata in fusto e bottiglia. L’appellativo ‘ale’ classifica le nostre birre in uno dei due grandi gruppi della tassonomia birraia (l’altro è quello delle lager, che, rispetto alle ale, è più recente) e si riferisce al tipo di fermentazione del mosto, che dipende a sua volta dal tipo di lievito impiegato: ‘ale’ sta per ‘fermentazione alta’ e il lievito impiegato è il Saccharomyces cerevisiae; questo fermenta a temperature più alte rispetto al lievito delle lager e affiora in superficie in corso di fermentazione (da qui il termine ‘fermentazione alta’). La procedura della rifermentazione in fusto e bottiglia segue la tradizione delle ales anglosassoni e consiste nell’aggiunta di una certa quantità di lievito e sostanze fermentescibili alla birra da confezionare o mettere in spillatura; la birra, in questo modo, si satura di anidride carbonica e si pressurizza durante le 3-4 settimane di maturazione. La rifermentazione, inoltre, garantisce una durata più lunga alla birra non pastorizzata e permette lo sviluppo nel tempo del sapore e dell’aroma (stagionatura).
Ma la birra Menaresta non si limita al recupero del passato; vuole anzi inserirsi a pieno titolo nella vitale e variegatissima cultura birraia contemporanea, con l’ambizione di sintesi tra i numerosissimi stili e tipologie di birra, e, nello stesso tempo, col desiderio di immettersi nell’onda delle evoluzioni più creative e sperimentali.
Lo stile delle nostre birre è definibile, con una punta di azzardo, ‘cosmopolita’. Metodologicamente, è una fusione tra la tradizione ‘real ale’ anglosassone e quella belga d’abbazia, ma le materie prime usate, e in particolar modo i luppoli (provenienti dalla Baviera, dalla Boemia, dalla Slovenia, dalla zona del lago di Costanza, dal Kent e da alcune regioni nordamericane), introducono nel corpo delle nostre birre elementi fondamentali di tutte le grandi realtà birraie del mondo. Alla ricerca, appunto, d’armonia.
Ma Menaresta è anche birre speciali. Se nella scelta dello stile si è voluto un’approccio apolide (considerato anche che l’Italia, in fondo, non ha una propria tradizione birraia), nella caratterizzazione delle singole birre conta per noi molto l’originalità della ricetta, la creatività, e, non ultimo, un rapporto col territorio che vorremmo approfondire. Ciascuna delle sei tipologie attualmente proposte ha caratteristiche inconfondibili, grazie anche all’impiego di ingredienti inediti e di miscelazioni particolari, e vanta, senza falsa modestia, una complessità di gusto e un carattere che le derivano da anni di esperienza del mastro birraio e da sapienti collaudi, nella consapevolezza che ogni birra può e deve sempre migliorarsi nel tempo. E nuove birre speciali, anche estemporanee (birre fruttate, speziate, aromatizzate – come da raffinata cultura egizia e mesopotamica –) verranno prodotte durante l’anno, seguendo l’estro del momento, la disponibilità stagionale dell’ingrediente prescelto e il suo legame storico o produttivo col territorio in cui viviamo.