
Quella che si propone è una birra molto diversa dalle birre che si è abituati a consumare; quasi un altro prodotto. Prima di parlarne sarebbe doveroso un assaggio. Normalmente, non delude.
Numerose sono le peculiarità di questa birra che dovrebbero invogliare il consumatore/cliente e su cui è quindi possibile fare leva.
Innanzitutto è una birra di alta qualità, sia dal punto di vista del "carattere" che è in grado di esprimere, ben superiore al gusto standardizzato e dilavato "buono per tutte le bocche" delle più comuni birre industriali, sia dal punto di vista organolettico-nutrizionale (le caratteristiche fisico-chimiche del prodotto finito).
È una birra artigianale, e questo dà subito la percezione, a chi vi si avvicina, di genuinità e tradizionalità, valori oggi sicuramente apprezzati. La metodica di produzione, rispettosa della più autentica tradizione birraia, è verificabile personalmente da chiunque con una visita in birrificio. Siamo sempre aperti.
È birra "cruda", cioè non pastorizzata, e questo certamente è un valore aggiunto. L´interesse in Italia verso questo tipo di prodotto è documentabile dalla netta crescita di Microbirrifici e Brew-pub su tutto il territorio nazionale (da 0 a 150 negli ultimi dieci anni); inoltre gli studi di settore operati dalle stesse associazioni di birrai confermano, in previsione, per i prossimi anni, un incremento continuo della domanda: i consumatori cercano sempre di più birra "cruda" e pochi ancora sono gli esercizi pubblici in grado di accontentarli.
A lato di questa domanda generica da parte dei consumatori, si sta sviluppando anche in Italia, sulla scia di quello già avvenuto in Europa e negli Stati Uniti, una vera e propria "cultura" della birra artigianale, fatta di appassionati attenti ed informati e di consumatori colti e curiosi, disposti anche a spendere e viaggiare molto per la soddisfazione di una "vera" birra. Il fenomeno, per quanto ancora marginale, sta in Italia assumendo anche un altro volto, più caratteristico e nostrano, dai tratti riconducibili alla cultura culinaria e all´arte e al piacere del "buon vivere" e della "buona tavola", assimilandosi cosî a quello abbondantemente già affermatosi sul mercato eno-gastronomico, sostenuto dallo stesso desiderio di "cose buone" e dal medesimo positivo interesse verso i prodotti tipici e di qualità. D´altro canto, sempre di più, chi sa apprezzare un buon vino sa anche apprezzare una buona birra.
Una birra non pastorizzata e non microfiltrata, come questa che si propone, è una birra totalmente integra, ricca di vitamine, di antiossidanti e di lieviti vivi, che sono il fermento del mosto, l´anima della birra. La presenza di questi elementi nobili rende interessante la birra cruda anche da un punto di vista nutrizionale e la mantiene capace di espletare quegli effetti benefici che tradizionalmente (e ora anche scientificamente) le vengono attribuiti. Una birra pastorizzata (come quasi tutte le birre industriali) è una birra spenta, che ha perso la caratteristica naturale freschezza; una birra integrale cruda è una birra "viva", che "fa bene". E questo è un fattore sicuramente non trascurabile, considerati il bisogno e la richiesta d´oggigiorno di "cose sane". È scontato dire che nella birra cruda non vi è aggiunta di alcun conservante.
E´ birra rifermentata (in bottiglia e fusto); la fermentazione secondaria permette lo sviluppo del sapore e dell´aroma nel tempo (stagionatura) e ne mantiene intatta la freschezza: dà fisicamente il senso della "birra viva". Inoltre, e questo interesserà molto chi vuole provare a vendere birra cruda, la rifermentazione allunga significativamente la durata commerciale della birra non pastorizzata (da sei mesi a due anni, garantiti) e suggerisce anche la possibilità di una piccola mescita al pubblico di "birra invecchiata" (oltre l´anno di maturazione), con la piacevole incognita sul risultato che sempre si ha con una bevanda di stagionatura.
La presenza in sospensione di fermenti vivi conferisce la tipica torbidità-corposità della birra cruda. Chi non ha mai bevuto altro che birra industriale, e magari solo la classica lager chiara, può rimanere perplesso di fronte alla mancata trasparenza della birra artigianale, o al deposito di sedimento sul fondo della bottiglia. Ma è qui che dovrebbe scattare il fattore curiosità. Perché la birra cruda è anche visibilmente, macroscopicamente, diversa. E il presentarsi come prodotto decisamente "nuovo" può favorire un certo tipo di domanda, di chi ama, appunto, la novità.
Menaresta è diversificata in sei tipologie. La scelta e la dosatura particolare delle materie prime, l´impiego di ingredienti originali, l´aggiunta di spezie e aromi, hanno dato luogo a birre inconfondibili, la cui varietà e peculiarità solleciteranno sicuramente l´interesse del consumatore. La possibilità, poi, di produrre durante l´anno anche piccole quantità di birre di diversa tipologia, anche legate a produzioni agricole stagionali e territoriali (es. miele d´estate, castagne in autunno, fichi secchi in inverno, fiori d´acacia e sambuco in primavera, con relativa indicazione territoriale), permetterà a chi le propone l´accesso a quel crescente mercato di nicchia di persone in cerca di prodotti genuinamente legati al territorio e alla natura.
Le molte peculiarità della birra proposta, ovviamente, permetteranno in definitiva di spuntare prezzi più alti rispetto a quelli di una qualsiasi birra industriale, e questo a tutto vantaggio di chi vorrà provare a venderla; il prezzo di una birra artigianale si fissa infatti ad un livello medio alto, indicativamente la fascia di prezzo di una birra industriale di alta qualità (considerati anche i costi di produzione superiori). D´altronde, non avrebbe senso tenere i prezzi bassi per un prodotto che basa la sua forza e il suo sviluppo sulla qualità e sull´originalità (il riferimento è il rapporto qualità/prezzo).
In definitiva, perché rifornirsi di Menaresta:
La birra Menaresta è disponibile in bottiglie da 0,375 l, da 0,5 l (solo per il tipo 'Scighera') e da 0,75 l, e in fusti di diversa capacità (eventualmente con impianto di spillatura, secondo accordi). La durata del prodotto, garantita, è di almeno un anno (sei mesi per il tipo 'Scighera'). A richiesta, è possibile la personalizzazione delle bottiglie.
Per il gestore già legato a un fornitore di birra e che preferisce non avere ulteriori birre alla spina, o per chi volesse proporre qualcosa di nuovo e di qualitativamente interessante alla propria clientela, il Birrificio Menaresta ha una proposta alternativa originale:la fornitura per singola serata di un impianto mobile di birra 'a caduta', per l´organizzazione, una tantum, o con frequenza da stabilirsi, di serate dedicate 'a tema' o per l´arricchimento o l´accompagnamento di serate speciali ed altri eventi, con o senza la presenza di un birraio Menaresta in spillatura, a proprio piacere. La birra a caduta, metodo tradizionale di mescita delle real ales anglosassoni, sistema di spillatura privo completamente della necessità di anidride carbonica e di alte pressioni e basse temperature, condizioni queste che sempre alterano, in parte, la bontà e la complessità di una birra, è, per l´Italia, un approccio alla birra ancora nuovo, che potrebbe creare vivo interesse tra gli avventori e avvicinare i molti appassionati di birra. L´appuntamento periodico con la birra a caduta potrebbe davvero funzionare.
Il birrificio Menaresta propone infine serate di degustazione e corsi di produzione con visita agli impianti, da svolgersi anche all´interno dei locali dell´esercizio che ha scelto, o vorrebbe provare, la birra Menaresta.